La grande abbuffata, fallito il primo tentativo
Ieri mattina è saltato il consiglio comunale sulla centrale
turbogas di Presenzano a causa un difetto di notifica dell'avviso di convocazione al consigliere di
opposizione Sebastiano Nozzolillo, che da qualche giorno si trova in vacanza a Scauri.
L’inizio della breve
seduta è stato scoppiettante: immediato lo show “muscolare” del signor D., il
quale ha tentato di incolpare dell’accaduto il capogruppo di minoranza Pina
Conte, rivolgendole l'accusa di aver fatto “una manfrina” con il collega Nozzolillo.
Purtroppo devo ammettere che questa
volta non sono a conoscenza di tutti i retroscena della vicenda; ma ammesso e non concesso che i due abbiamo architettato
qualche sgambetto per ritardare la grande abbuffata, non sarebbero da biasimare come avrebbe voluto il signor D., perché non sono certo loro a
dover rispettare le procedure che regolano la consegna degli avvisi di
convocazione delle adunanze comunali.
Diciamo la verità: la
fretta è sempre cattiva consigliera, e anche quando bisogna fare una bella
pastetta per una grande abbuffata, ci vuole pazienza, tanta ma tanta pazienza; non bisogna correre,
altrimenti si fanno brutte figure e gli amici, che aspettano con ansia il via
libera per papparsi Presenzano e tutti i presenzanesi in un solo boccone, si
innervosiscono…
Questioni di lana caprina
Questioni di lana caprina
Detto questo, però, aggiungo
che l’improvvisa “pignoleria” del signor
D. non mi convince. Una volta il signor D. firmò dei fogli in bianco e così riuscì a
convocare il consiglio comunale mentre si trovava in Grecia in gita, non
ricordo se con gli studenti oppure con gli anziani. Ora, invece, posticipa un
consiglio così importante per un difetto di notifica, tra l’altro segnalato
solo informalmente dall’interessato.
Qualche cosa non torna, ne sono convinto. So per esperienza
personale che il signor D. non è il tipo da lasciarsi impressionare, e quindi
fermare, da queste pinzellacchere amministrative, Il rispetto delle regole è
usato sempre e solo strumentalmente, a
convenienza e non per principio. E anche questa volta sarà stato così. Anche perché tra i banchi della maggioranza, non c’era l’assessore Carmine Forgione: l’assenza del
delegato ai Lavori pubblici, e qualche mal di pancia improvviso all’interno
della squadra di governo, hanno forse fatto temere il peggio al signor D., che avrebbe
approfittato dell’inconveniente tecnico
a scopo precauzionale. Ovviamente la mia è solo una ipotesi, nei prossimi
giorni vedremo quanto corrispondente al vero.
Cornuti e mazziati
Cornuti e mazziati
Adesso si tornerà in aula
mercoledì prossimo, alle ore 9, quando l’atto transattivo-schema di
convenzione tra Comune ed Edison, dopo il primo tentativo fallito, sarà riportato in consiglio comunale per avere il
via libera finale dal sindaco e dalla maggioranza.
Senza un nuovo mandato del consiglio comunale,
infatti, il signor D. ha deciso di
andare verso un accordo con l'azienda proponente. Lo ha deciso in gran
segreto, da solo (come gli capita spesso), dando mandato all’avvocato Pinto di
collaborare con i colleghi della controparte per la redazione dell’atto
transattivo. Lo stesso avvocato che avrebbe dovuto difendere, tramite i ricorsi prodotti innanzi al Tar, gli interessi supremi del Comune e dei cittadini di Presenzano. Infatti gli indirizzi iniziali del parlamentino locale erano ben altri, ossia di opporsi, in tutti i modi e con tutti mezzi, alla costruzione dell’impianto termoelettrico. Contrarietà che era stata espressa anche da parte dei Comuni del comprensorio, con tanto di delibere consiliari, e dalla Comunità Montana "Monte Santa Croce", se non ricordo male, con un pronunciamento ufficiale del Consiglio generale.
Ma questi atti delle massime assemblee rappresentative comunali e territoriali hanno una valenza politica oppure sono carta straccia? Si tratta di un interrogativo che giro al presidente della Comunità montana e ai sindaci di Marzano, Tora, Conca della Campania, Galluccio, Rocca d'Evandro, Roccamonfina e San Pietro Infine. Se l'unità di un sistema territoriale è più importante delle poltrone, il caso di Presenzano, credo, meriterebbe almeno lo stesso impegno politico profuso nel cambiare le maggioranze presso la Comunità montana "Monte Santa Croce"...
Ma questi atti delle massime assemblee rappresentative comunali e territoriali hanno una valenza politica oppure sono carta straccia? Si tratta di un interrogativo che giro al presidente della Comunità montana e ai sindaci di Marzano, Tora, Conca della Campania, Galluccio, Rocca d'Evandro, Roccamonfina e San Pietro Infine. Se l'unità di un sistema territoriale è più importante delle poltrone, il caso di Presenzano, credo, meriterebbe almeno lo stesso impegno politico profuso nel cambiare le maggioranze presso la Comunità montana "Monte Santa Croce"...
Cause finte o cause perse?
Purtroppo da qualche settimana abbiamo fatto pace, e a me fa molto piacere poiché nella vita non si può sempre litigare. C'è un unico problema: non abbiamo proprio litigato, abbiamo fatto solo finta; le "cause" che i cittadini presenzanesi attendevano, infatti, non si sono fatte e non si faranno; mentre il popolo era all'oscuro di tutto, i duellanti si sono accordati senza toccarsi nemmeno di striscio.
E i presenzanesi hanno fatto la fine dei cornuti, sono stati gli ultimi a saperlo. Tutti erano a conoscenza dell'inciucio tranne i diretti interessati: a Vairano, a Tora, a Conca della Campania le notizie circolano già da qualche mese.
Purtroppo da qualche settimana abbiamo fatto pace, e a me fa molto piacere poiché nella vita non si può sempre litigare. C'è un unico problema: non abbiamo proprio litigato, abbiamo fatto solo finta; le "cause" che i cittadini presenzanesi attendevano, infatti, non si sono fatte e non si faranno; mentre il popolo era all'oscuro di tutto, i duellanti si sono accordati senza toccarsi nemmeno di striscio.
E i presenzanesi hanno fatto la fine dei cornuti, sono stati gli ultimi a saperlo. Tutti erano a conoscenza dell'inciucio tranne i diretti interessati: a Vairano, a Tora, a Conca della Campania le notizie circolano già da qualche mese.
Sarei curioso di conoscere i tempi
e i modi di questa trattativa segreta, cioè quando è stata proposta, chi sono
gli intermediari sul campo (nomi e cognomi), e quanto
tempo si è lavorato per stilare il documento che sarà portato in sala
consiliare.
Il cronologico degli eventi finali (questa sì che è una manfrina!) rende
meglio l’idea dell’inganno e del tradimento degli impegni assunti in consiglio
comunale: il 9 luglio la bozza arriva al Comune tramite email; il 16 luglio
arriva la valutazione di Pinto sulla bozza che lui stesso ha contribuito a
scrivere e che infatti definisce “il risultato di una complessa attività transattiva
posta in essere con il legale del soc. Edison”; e sempre il 16 luglio il signor
D. firma la convocazione di un consiglio comunale straordinario per il
giorno 20, ma l’avviso sarà pubblicato sull’albo pretorio online solo il giorno
dopo.
Il blitz dell'ombrellone
Il blitz dell'ombrellone
Perché tutta questa fretta di
approvare la transazione in dieci giorni?
Perché tutta questa fretta di
approvarla a fine luglio, cioè in uno dei periodi di totale distrazione
collettiva? Abbiamo qualche scadenza da rispettare? Mi sembra di no.
E allora perché dovremmo approvare un provvedimento
che solo il signor D., l’avvocato Pinto e gli avvocati dell’Edison conoscono da
tempo? Ma questo è il modo di tutelare
gli interessi pubblici?
Ma si può costringere i consiglieri
comunali, di maggioranza e di opposizione, ad esprimere in due giorni una
valutazione su di un documento che cambierà il nostro assetto territoriale ed
ambientale per i prossimi trent’anni?
Non oso immaginare quali insostenibile pressioni
dei comitati d’affari economici,
imprenditoriali e politici si stiano scaricando sulle deboli carni delle nostre
istituzioni locali; d’altra parte basterebbe conoscere un po’ la storia della
centrale cosentiniana di Sparanise per immaginare i retroscena, non ci vuole
mica molta fantasia…
La storia dell'ortolano che comprava a duemila e vendeva a mille
Poiché la matematica non è il mio forte, mi sono fatto aiutare da un amico, e abbiamo fatto i conti della serva sui soldi che l'Edison offrirà al Comune per ritirarsi dai contenziosi amministrativi. Lo schema di convenzione vale circa 4 milioni di euro (a Sparanise furono 8); questo significa che per i prossimi dieci anni (il presumibile periodo di validità dell'intesa) i cittadini presenzanesi avranno nelle tasche circa 70 centesimi pro capite al giorno da spendere.
A cosa rinunciamo per avere questo quattro centesimi a cranio per i prossimi due lustri? In base ad un articolo di questo contratto "capestro", il Comune di Presenzano "dichiara di rinunciare irrevocabilmente ed incondizionatamente ad ogni richiesta, ragione o azione nei confronti di Edison nonché di ogni persona fisica del cui fatto Edison debba rispondere, avente per oggetto il preteso riconoscimento di danni, oneri, rimborsi spese e/o qualsiasi altro ristoro a carattere economico, maggiori, ulteriori o diversi rispetti a quelli stabiliti nell'Atto transattivo".
La storia dell'ortolano che comprava a duemila e vendeva a mille
Poiché la matematica non è il mio forte, mi sono fatto aiutare da un amico, e abbiamo fatto i conti della serva sui soldi che l'Edison offrirà al Comune per ritirarsi dai contenziosi amministrativi. Lo schema di convenzione vale circa 4 milioni di euro (a Sparanise furono 8); questo significa che per i prossimi dieci anni (il presumibile periodo di validità dell'intesa) i cittadini presenzanesi avranno nelle tasche circa 70 centesimi pro capite al giorno da spendere.
A cosa rinunciamo per avere questo quattro centesimi a cranio per i prossimi due lustri? In base ad un articolo di questo contratto "capestro", il Comune di Presenzano "dichiara di rinunciare irrevocabilmente ed incondizionatamente ad ogni richiesta, ragione o azione nei confronti di Edison nonché di ogni persona fisica del cui fatto Edison debba rispondere, avente per oggetto il preteso riconoscimento di danni, oneri, rimborsi spese e/o qualsiasi altro ristoro a carattere economico, maggiori, ulteriori o diversi rispetti a quelli stabiliti nell'Atto transattivo".
Questa accordo a perdere (per noi, ovviamente), mi ricorda tanto la storia di quell’ortolano presenzanese che
comprava a duemila lire e vendeva a mille. E a chi lo prendeva in giro con il sorriso sulla bocca, lui
altrettanto scherzosamente rispondeva: "Statti senza fare niente tu!".
E allora, cari onorevoli, prendiamoci questo caffè gentilmente offerto dalla premiata ditta D’Errico-Edison-Ansaldo-General
Construction: sempre meglio di stare senza fare niente…














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